Il Pane di Matera

Una forma autentica e radicata di cultura popolare

Il Pane di Matera non è solo buono, ma rappresenta una forma autentica e radicata di cultura popolare. Riconosciuto come prodotto con marchio IGP, la sua preparazione rappresentava in passato un momento sacro. La massaia contadina cominciava i preparativi dalla sera prima con il recupero del lievito madre che custodiva gelosamente in un piccolo recipiente di argilla, u uauattid, per un’intera settimana. Unite acqua e farina al lievito, lasciava l’impasto a fermentare tutta la notte.

Al mattino, la massaia cominciava a lavorare l’impasto. A pugni chiusi premeva e ripremeva la massa, girandola e rigirandola, bagnandola di tanto in tanto con acqua tiepida e sale. Quando il marito si alzava all’alba per andare nei campi o in bottega, lei aveva cura di rimboccare le coperte per non disperdere il calore del suo uomo, custodito dal letto durante la notte.

E lì, in quel giaciglio, che disponeva una dopo l’altra le panelle di massa appena composte affinché lievitassero e crescessero. La pasta è femmina e solo l’uomo può fecondarla. Era il momento più delicato della panificazione, da questo rito dipendeva la buona riuscita del pane che avrebbe sfamato la famiglia per tutta la settimana.

Un momento solenne in cui la massaia, sulle forme lasciate a lievitare, incideva un lungo segno della croce: «Cresci pane, come crebbe Gesù in fasce. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Passava poi il garzone del panettiere a ritirare le forme di pasta pronte per essere infornate nei forni pubblici.

Potete trovare uno di questi antichi forni proprio all’ingresso del Residence San Gennaro. Ma come fare per non confondere le proprie pagnotte, preparate con devozione, con quelle della vicina? I timbri del pane servivano proprio a “marchiare” le forme di pane.

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Curiosità

Per le vie del centro troverete ancora artigiani del legno che realizzano timbri del pane. Si tratta di manufatti in legno intagliato a mano che avevano la funzione pratica di rendere riconoscibili le pagnotte dopo la cottura nei forni pubblici.
Sulla base venivano scolpite le iniziali del capofamiglia o un altro segno distintivo familiare, mentre sulla parte superiore decorazioni di figure animali, elementi architettonici o simboli di virilità e prosperità.
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