Il Palombaro e la raccolta dell’acqua

Un sapere antico per  la gestione del bene più prezioso

Per la scarsa piovosità di questo territorio, la necessità di preservare l’acqua rappresentava per gli abitanti di Matera, una risorsa fondamentale per la propria esistenza e il Palombaro lungo era la più grande cisterna della città antica. Un luogo unico e sorprendente che potete ammirare ancora oggi e che vi lascerà senza fiato per la sua ingegnosità.

Questo articolato metodo di approvvigionamento delle acque è stato utilizzato fino ai primi anni del Novecento basando il suo funzionamento su un sistema di vasi comunicanti. Una volta imbrigliata l’acqua piovana non restava che lasciarla scorrere per gli innumerevoli canaletti e grondaie ricavati sui tetti delle abitazioni.

L’acqua scorreva fino a grandi cavità dalla tipica forma a goccia scavate nella roccia dei cortili e delle case, le cisterne a campana: veri e propri pozzi dove i materani si recavano con i secchi per rifornirsi dell’acqua necessaria. Anche in questa residenza, nella parete in fondo, era presente una di queste cisterne, oggi chiusa per motivi di sicurezza, in cui confluiva l’acqua proveniente dal Palombaro.

La particolarità di questa grande riserva d’acqua risiede anche nella sua posizione: si trova infatti sotto la grande e centrale Piazza Vittorio Veneto, attraversata ogni giorno da centinaia di persone. Siamo nei sotterranei della città, nella parte più antica e nascosta, la più segreta e ricca di suggestione, capace di raccontare e spiegare la vera natura di questo insediamento urbano unico al mondo.

Proprio la straordinaria unicità di questo meccanismo di salvaguardia e conservazione di un bene primario come l’acqua è stato tra gli aspetti che ha contribuito maggiormente all’inserimento dei Sassi come ecosistema urbano tra i Patrimoni Mondiali dell’umanità UNESCO.

Curiosità

Uno dei caratteristici recipienti utilizzati per il trasporto dell’acqua era il cùcumo. Quando i contadini partivano alla volta dei campi l’unico modo con cui potevano abbeverarsi durante la giornata erano proprio i cùcumi, manufatti in terracotta simili alle giare, in cui l’acqua rimaneva fresca per molte ore. Potete osservare alcuni di questi manufatti proprio in questa residenza.

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